Mattioli

TECNICHE, STRUMENTI E METODI

Le fasi e le procedure delle attività chirurgiche.

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Domande frequenti

E’ vero che non si usano i tamponi? E’ vero da più di 20 anni non vengono più utilizzati per qualsiasi tipo d’intervento (sia funzionale che estetico che associati) questo riduce i tempi di guarigione rende l’intervento indolore nella fase postoperatoria. Elimina medicazioni dolorose.

Quando si può tornare alle normali attività lavorative? E’ possibile tornare al lavoro dopo 7/10 giorni dall’intervento e cioè quando normalmente viene tolta la placchetta metallica protettiva.

E' doloroso? Nel passato il dolore era causato principalmente dall'utilizzo della sola anestesia locale (dolore percepito durante l’intervento) ed in secondo luogo dall’inserimento dei classici e voluminosi tamponi che hanno sempre avuto grande responsabilità nel dolore post operatorio, causando frequentemente forti cefalee. L’intervento eseguito presso il PCM prevede l’anestesia totale (anche abbinata all'anestesia locale) e l’utilizzo di materiali innovativi. Il paziente operato presso il PCM prova quindi solo il fastidio dell'edema (gonfiore) paragonabile a un raffreddore.

E' meglio la rinoplastica con tecnica chiusa o aperta? Con la tecnica chiusa si eseguono incisioni interne, mentre con la aperta viene fatta una piccola incisione a livello della columella che permette una miglior visione e controllo delle strutture cartilaginee che costituiscono la punta del naso. La cicatrice scompare nell’arco di pochi giorni e quindi rimane invisibile. Ci sono casi in cui per motivi tecnici è più indicata la rinoplastica chiusa e in altre situazioni in cui è più indicata l’aperta. Il chirurgo deve essere in grado di eseguire entrambe e saper scegliere quella che meglio si adatta al caso da operare. E’ quindi un fatto puramente tecnico e la scelta spetta più al chirurgo che al paziente.

E se poi non mi piaccio? Lo studio dell’immagine eseguito sulla fotografia del paziente, associato alla visione di casi già eseguiti, offre la possibilità di discutere, di confrontarsi e di valutare con il paziente stesso il tipo di risultato che si desidera ottenere e di chiarire ogni dubbio relativo alla futura immagine con il "nuovo" naso. Molto spesso, inoltre, il paziente trova migliore e più naturale il risultato chirurgico di quello del disegno fatto sulla foto.

Dopo quanto tempo si stabilizzano la forma e la funzionalità? Un primo riscontro apprezzabile si ottiene già dal giorno di rimozione della placchetta protettiva. La funzionalità ottimale si raggiunge dopo 15/30 giorni, a seconda del tipo di intervento effettuato e delle caratteristiche fisiologiche del paziente. La forma definitiva si consoliderà nell’arco di 6/12 mesi, periodo in cui avverrà la completa retrazione delle cicatrici interne. In tutti i casi si tratta sempre di cambiamenti piccoli e graduali.

E’ un intervento che si può fare a qualsiasi età? Assolutamente sì, ma dopo la pubertà e cioè quando il processo di crescita è terminato. I parametri funzionali saranno valutati sulla base di eventuali problemi riscontrabili (deviazione del setto, dimensioni e forma della piramide), mentre quelli estetici saranno appropriati all’età ad alle caratteristiche del paziente. Anche in età matura, l’adattamento della pelle alla nuova forma è solitamente ottimale.

E’ possibile effettuare l’intervento di rinoplastica insieme ad altri interventi di chirurgia estetica? Si, compatibilmente con le esigenze del Day Surgery. Abbiamo già descritto gli interventi connessi all’immagine complessiva del viso (blefaroplastica, mento, labbra), che è possibile effettuare durante lo stesso intervento. Il grande vantaggio per il paziente è evidente: si evitano ripetute anestesie, si ha un guadagno in termini economici e di tempo (un unico ricovero e un’unica convalescenza).

Ci sono controindicazioni per chi soffre di “raffreddore da fieno” o di allergie a carico dell’apparato respiratorio?  Non esistono controindicazioni. In questi casi, anzi, un intervento di rinoplastica può migliorare la funzionalità nasale, agendo sul volume dei turbinati. Il miglioramento della funzionalità si riflette vantaggiosamente anche sulla prestazioni sportive.

Si può effettuare un intervento correttivo su un naso che ha già subito un precedente intervento di rinoplastica? Si, è possibile. Se il paziente non è soddisfatto di un precedente intervento, si può intervenire nuovamente, dopo un approfondito dialogo con il chirurgo, volto alla valutazione dei problemi funzionali od estetici lamentati dal paziente.

E’ possibile prendere il sole o fare lampade abbronzanti poco dopo l’intervento? Si, fatto salvo l’utilizzo di adeguate creme protettive, peraltro consigliabili indipendentemente dall’intervento di rinoplastica. Nelle prime quattro settimane è tuttavia sconsigliabile esporsi a freddo o a calore eccessivi per lungo tempo (il naso potrebbe gonfiarsi).

E’ possibile utilizzare gli occhiali subito dopo l’intervento? E’ possibile, con la raccomandazione di ricorrere, nel primo periodo, a montature e lenti leggere. Il chirurgo fornirà le indicazioni sul corretto posizionamento degli occhiali nelle prime tre settimane. Le lenti a contatto possono invece essere indossate due o tre giorni dopo l’intervento.

In alcuni casi vengono utilizzate protesi artificiali? No. Nel caso di azioni additive, si ricorre al prelievo di porzioni di cartilagine dal setto o dall’orecchio del paziente. Eventuali cartilagini in eccesso, possono invece essere utilizzate, ad esempio, per evidenziare la curvatura del mento, se poco pronunciata.

Rimangono cicatrici visibili? No, l’intervento effettuato prevede esclusivamente incisioni interne e non restano quindi segni visibili dell’intervento.

Dove si praticano in genere le incisioni nel caso della rinoplastica? Le incisioni di norma si praticano internamente al naso e quindi non si vedono, fatta eccezione per la rinoplastica aperta in cui c'è un'incisione che viene eseguita sulla columella, che scompare in pochi giorni ed è a forma di V. Ancora nel caso di narici larghe od eccessivo spessore dell'ala del naso si eseguono due incisioni (una per parte) che però cadendo nel solco dell'ala del naso lasciano cicatrici invisibili.

Che cos'è il naso gibboso? Naso gibboso è un naso con una gobba, un naso aquilino, un naso dantesco. Normalmente è un naso grande e lungo con il dorso che presenta una rilevatezza (gobba). La correzione della gibbosità nasale prevede di solito anche un restringimento della larghezza del naso ed un accorciamento e riduzione della punta del naso.

I difetti della punta del naso: quali sono? I difetti della punta del naso sono legati alla forma ed alla disposizione ed orientamento delle caritlagini che sostengono la punta del naso, le cartilagini alari. I difetti possono essere innumerevoli ed anche le tecniche per risolverli sono molteplici ed in grado di risolvere interamente il problema. E' importante la valutazione dell'approccio chirurgico che sarà chiuso (rinoplastica chiusa) quando non ci sono grossi problemi o asimmetrie della punta del naso, aperto (rinoplastica aperta) quando invece è necessario lavorare molto sulla punta del naso. L'impiego degli innesti cartilaginei ha reso possibile la correzione di difetti del naso anche molto marcati.

Columella procidente o deviata: cos'è e come si interviene? La columella è quella porzione della punta del naso sostenuta dalla porzione verticale delle cartilagini alari (crus mediali). La columella può essere troppo evidente o deviata per un'eccessiva lunghezza o deviazione della porzione caudale del setto nasale. Rimuovendo la parte eccedente o deviata del setto nasale si corregge questo difetto.

Deviazioni del setto nasale: cos'è, quali problemi può causare e come si interviene? a parete del setto nasale è costituita in parte da cartilagine ed in parte da osso. Oltre ad essere un sostegno della porzione esterna del naso, la parete del setto nasale ha anche la funzione di creare due fosse nasali uguali. Quando c'è una deviazione del setto e delle fosse nasali la funzione nasale è compromessa. La funzione è ugualmente compromessa anche quando la deviazione del setto nasale chiude parzialmente una fossa nasale e rende l'altra troppo larga. Quindi è importante che il setto nasale sia in asse sia per la funzione nasale che per ragioni estetiche in quanto quasi sempre la deviazione del setto provoca sia una deviazione della piramide che un cattivo funzionamento del naso. Il completo ripristino funzionale si otterrà quindi raddrizzando sia il setto nasale che la piramide.

Dr. Rubens Giorgio Mattioli | P.IVA 08341250960